Maria Leitner è stata una giornalista e scrittrice ungherese-austriaca, nota per il suo attivismo politico e i suoi reportage sociali. Nata il 18 gennaio 1892 a Vršac (allora parte dell'Austria-Ungheria, oggi in Serbia) e morta il 14 marzo 1942 nel campo di concentramento di Ravensbrück, la sua vita fu segnata da un forte impegno per la giustizia%20sociale e la lotta%20contro%20il%20fascismo.
Leitner iniziò la sua carriera come giornalista a Vienna, lavorando per diversi giornali socialdemocratici. Le sue opere si concentravano sulle condizioni di vita dei lavoratori, la povertà e le disuguaglianze sociali. Il suo stile di scrittura era diretto e incisivo, caratterizzato da un forte spirito critico e un profondo senso di empatia per i più deboli.
Dopo la presa del potere da parte dei nazisti in Germania nel 1933, Leitner emigrò a Parigi, dove continuò a scrivere e a denunciare le atrocità del regime nazista. Scrisse romanzi e reportage che documentavano la persecuzione degli ebrei e di altri gruppi emarginati, nonché la crescente minaccia del nazismo in Europa.
Nel 1938, dopo l'annessione dell'Austria alla Germania, Leitner fu privata della cittadinanza austriaca. Nel 1941, fu arrestata a Parigi dalla Gestapo e deportata nel campo di concentramento di Ravensbrück, dove morì nel marzo del 1942.
Maria Leitner è oggi considerata una importante voce della letteratura antifascista. Le sue opere, pur essendo state in gran parte dimenticate per molti anni, sono state riscoperte e rivalutate negli ultimi decenni, testimoniando il suo coraggio, la sua determinazione e il suo instancabile impegno per un mondo più giusto e libero. La sua vita e il suo lavoro rappresentano un esempio di resistenza%20e%20impegno%20civile contro l'oppressione.
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